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Un emendamento da inserire al decreto Milleproroghe

Proposto da sindaco Tidei, grazie al segretario regionale del Pd Astorre e a quello nazionale Zingaretti è giunto in Parlamento

SANTA MARINELLA – Nel Decreto Milleproroghe, presentato in questi giorni dal Governo, è stato presentato dal Pd un emendamento in favore dei Comuni dissestati. Il Comune di Santa Marinella, come moltissimi altri comuni d’Italia, contribuisce con la sua quota al fondo di solidarietà comunale. Per informazione, il fondo è finanziato dai Comuni e ne beneficiano gli enti locali stessi, secondo un sistema di versamento o ricezione delle risorse. “La logica che regola il fondo di solidarietà comunale – dice il sindaco Pietro Tidei - dovrebbe essere quella della solidarietà, cioè Comuni più ricchi che trasferiscono nel fondo parte delle loro risorse, che vengono destinate alle amministrazioni in difficoltà, per consentire di svolgere le funzioni fondamentali, ma soprattutto per diminuire le disparità tra i vari enti. Nonostante la finalità di tutto rispetto, nella redistribuzione delle risorse e nel versamento delle quote, ci sono grosse lacune e Santa Marinella ne è un esempio”. “La quota troppo alta – prosegue Tidei – versata da Santa Marinella, ha inevitabilmente contribuito, insieme ai debiti, a portare l’ente in default oltre che a finanziare Comuni, come ad esempio Gaeta, considerati più poveri e quindi beneficiari delle risorse del fondo di solidarietà”. “Chi è più povero di un Ente in dissesto? – si domanda Tidei - questa la motivazione che ha generato l’emendamento da inserire al decreto milleproroghe 2020 di cui sono promotore e che, grazie al segretario regionale del Pd Astorre e quello nazionale Zingaretti, è approdato in Parlamento. I tempi per la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale sono strettissimi, è giunto dunque il momento di vedere chi ha realmente ha a cuore Santa Marinella, per questo, invito tutti gli esponenti politici locali, ad incalzare i propri rappresentanti nazionali per sostenere una battaglia giusta, che ha bisogno dell’appoggio di tutti, a favore di chi è realmente povero e che è approdata in Parlamento grazie al Pd”. Questo il testo dell’emendamento. “L’ente locale che ha dichiarato dissesto e che contribuisce al fondo di solidarietà comunale al fine di garantire il risanamento dell’ente, non partecipa all’alimentazione del fondo medesimo, fino alla chiusura della procedura di dissesto, destinando le risorse precedentemente destinate all’alimentazione del fondo, cosi come individuate dall’ultimo Decreto del presidente del consiglio dei ministri adottato in materia, in una misura massima del 40% alla massa attiva del dissesto e nella restante quota alle esigenze di bilancio. In tal caso nessun mutuo verrà assunto dallo Stato. Nell’anno successivo alla definizione della procedura di dissesto, l’ente riprenderà l’alimentazione del fondo di solidarietà comunale”. 

(24 Gen 2020 - Ore 10:46)

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